Psicotea
maggio 21, 2010
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Tag: attore, comportamento, creativa, problema, psicotea, struttura
A causa di errori nella struttura della propria personalità, che di per sé dovrebbe essere creativa e mai prevedibile nella sua evoluzione, il carattere dell’individuo, essendo forgiato dai complessi e dagli stereotipi dominanti – che sono fissi e ripetitivi – è sempre statico. Questa staticità induce l’individuo a selezionare e a vivere l’ambiente circostante sempre secondo una stessa tematica, uno stesso copione, una stessa tragica finalità fallimentare. Poiché il copione (fallimentare) seguito dal soggetto è sempre lo stesso, è possibile non solo comprenderne le cause, ma anche prevederne i futuri sviluppi; quindi, su questa base, è possibile aiutare l’uomo al cambiamento, al miglioramento di se stesso e della propria vita attraverso la presa di coscienza del copione che sta seguendo e la conseguente liberazione dallo stesso. A tal fine, la scienza ontopsicologica si avvale di una serie di innovativi strumenti di intervento, tra i quali la psicotea. La psicotea, infatti, strumentalizza l’impatto dello spettatore o dell’attore con una rappresentazione scenica improvvisata – in cui gli attori incarnano gli stereotipi che agiscono inconsciamente in tutti gli uomini e sviluppano la storia rappresentata sulla base di quei copioni – e la successiva analisi razionale condotta dall’esperto-regista in maniera tale da offrire sempre la soluzione al problema, per consentire ad ogni singolo partecipante (attore o spettatore) di cogliere coscientemente il proprio copione stereotipato, di scegliere di liberarsene e di modificare conseguentemente il proprio comportamento, così da diventare l’unico regista della propria vita. Grazie alla presa di coscienza, l’individuo può finalmente vivere e non più lasciarsi vivere.